06 ► 52 Weeks
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Sono Hygge, o almeno ci provo #52weeks

Qualche giorno fa ho scritto su facebook ”Un nuovo inizio a 40 anni?” Anche a 41, mi ha risposto subito Leyla. Anche a 44 ha ribattuto Monique. A 39 quasi 40? A domandato Fabio. Hahah i fantastici 40 è intervenuta Silvia. A quanto pare non c’è età per crearsi un nuovo inizio, una nuova vita o delle nuove abitudini! Ed è quello che sto cercando di fare, un po’ come le due eroine della serie tv Grace and Frankie (Jane Fonda e Luly Tomlin)

C’è chi cambia il proprio stile di vita perché, ad esempio, cambia lavoro. O città. O casa. Io ho cambiato tutti e tre in tre mesi. Adesso lavoro a pieno regime nell’agenzia che crea web radio di cui ero solo socio fondatore. Lo faccio da Barcellona. Lo faccio da dentro la mia nuova casa.

Ed è quando ho impacchettato la mia vita dentro degli scatoloni per il trasloco da Torino a Barcellona che mi sono messo a pensare “questa è stata la mia vita fino ad oggi, che ho 40 anni. Se mi va bene ne vivo altri 40. Li voglio vivere così o voglio cambiar qualcosa? – Perché non un nuovo inizio?”

Non essendo nato “imparato” – so che non si dice ma rende molto l’idea – mi sono messo a leggere e cercare qualcosa sul “cambiar vita” e mi sono imbattuto così nel mondo del pensiero Hygge, la filosofia danese per vivere felici. Almeno così dicono loro.

Hygge* è un sostantivo usato per definire un sentimento, un’atmosfera sociale, un’azione correlata al senso di comodità, sicurezza, accoglienza e familiarità. Secondo un sondaggio dell’Unione Europea, i cittadini danesi sono i più felici del mondo, visto che passano più tempo con la famiglia e con gli amici e si sentono più rilassati degli altri (fonte Wikipedia)

In attesa che Amazon mi consegni alcuni libri per poter approfondire l’argomento, io comunque mi sono messo a cercare sul web info, note e pensieri, per poter verificare la compatibilità della filosofia Hygge con il mio stile di vita. Per vedere se e come possano cozzare insieme  

  • La via danese alla felicità di Meik Wiking
  • Il metodo danese dei piaceri quotidiani di C. Pradella e Louisa Thomsen
  • Il metodo danese per vivere felice. Hygge di Marie Tourell Søderberg

Sempre da Wikipedia, ormai mio spacciatore di fiducia per le notizie ad elenco, ho trovato i fondamenti della filosofia Hygge, raccolti in questi 11 punti.

  1. Atmosfera – abbassare le luci, accendere una candela.
  2. Presenza – essere qui e ora, spegnere i telefoni.
  3. Piacere – concedersi caffè, cioccolato, biscotti, torta.
  4. Eguaglianza – il “noi” deve vincere sul “me”.
  5. Gratitudine – accogliere quel che c’è.
  6. Armonia – non c’è competizione.
  7. Comfort – mettiti a tuo agio, prendi una pausa, rilassarsi è tutto.
  8. Tregua – non drammatizzare; si parlerà di politica un altro giorno.
  9. Spirito di solidarietà – condividere racconti e ricordi.
  10. Rifugio – un posto di pace e sicurezza  
  11. Natale

Se mi basassi su questi punti e considerando che da quando vivo da solo (dal 2001) le mie case sono state arredate da Ikea, che mangio le loro polpette e torte ogni volta che posso con accessori di legno riciclato, che mi piace bere il caffè con amici e parlare con loro, che cerco il relax sempre e ovunque, che vivo pienamente la mia casa, che mi piace fare social e fare rete con altri professionisti, che cerco di essere positivo anche nei momenti bui e che vivrei sempre a Natale, posso dire che io sono l’Hygge!! Ahahahahahhaah

Ma sono andato avanti e mi sono messo a leggere i vari articoli che dal 2015 circolo sul web, che cercano di spiegare a loro modo come essere Hygge, come vestire Hygge, come essere felici con Hygge, come arredare con Hygge …

  1. Al centro della hygge c’è la consapevolezza di appartenere a un gruppo o a un luogo e di coltivare un legame. Questo ci aiuta a sentirci bene.
  2. Sul lavoro, i danesi preferiscono essere visti come sono veramente: la cultura lavorativa si basa sull’assenza di gerarchia, comunicazione, collaborazione.
  3. La vita sociale è importante per ogni persona: se è ricca, garantisce salute, longevità e felicità.
  4. Sforziamoci di vivere bene l’istante. Cerchiamo di stare con le persone come se potessimo dedicare loro tutto il tempo del mondo. La hygge è un modo di prendersi cura degli altri, dai figli al partner o agli amici.
  5. No all’aggressività: i danesi sono sempre pronti a cooperare per evitare litigi e scontri.
  6. Impariamo a costruire piccoli rifugi, fisici o dell’animo, in cui rifugiarci. È hygge ritagliarci un attimo per salutare un amico, disporre le sedie intorno al fuoco o chiudere una porta per avere uno spazio in cui assaporare un film in pace.
  7. “Il segreto per la felicità sta nell’avere un genuino interesse per tutti i dettagli della vita quotidiana”, ha detto William Morris. Anche le azioni semplici, ripetute ogni giorno, un valore profondo. La hygge è come un’armonia che soffia leggera, per esempio, in cucina mentre ci si prepara un tè o si sforna una torta aggiungo io!
  8. Condividere un pasto è un momento di hygge: ci porta a stare insieme, nutrendo il corpo e lo spirito. Apparecchiare con cura, scegliere con cura gli ingredienti e cucinarli con attenzione, preparare il pasto prima, in modo che tutti possano sedersi a tavola insieme e godere il cibo in compagnia. Tutto questo è hygge (Maria Tatsos per ELLE)

Il Natale è concepito dai danesi come il periodo più hygge dell’anno. Si può dire che a dicembre l’hygge è l’obiettivo principale di tutto il mese.

  • Si passa il tempo in famiglia a preparare insieme i piatti tradizionali, fatto. Ho sempre amato la cena della vigilia in famiglia con la tavola apparecchiata con i colori tipici e l’odore di pino in casa che l’albero di natale rilascia! 
  • Le persone fanno da soli le decorazioni (statuette di elfi o nani, presepe, cuoricini di carta) che in seguito si tramandano di generazione in generazione, fatto. Il primo anno che ho vissuto da solo, mi sono comprato un piccolo abete, alto si e no 70 cm e l’ho decorato solamente con fette di mela essiccate, fatte da me e con le classiche lucine bianche che ricordano la luce della candela!
  • In tutte le case si può vedere la candela che viene accesa ogni giorno e che indica quanto manca per il Natale, fatto. Per anni ne ho collezionate di diverse soprattutto quelle che rilasciano nell’ambiente l’odere della torta sfornata!
  • I bambini guardano il calendario dell’avvento, fatto. Io più che guardare, il calendario dell’avvento lo farcisco di dolcetti!

Credo che possa essere una bella filosofia quella dell’Hygge, lontana dal mio attuale stile di vita dove ho lasciato che stress, velocità e stanchezza prendessero il sopravvento. Ma piccoli sprazzi di Hygge a quanto pare ne ho avuti, quindi sì,  credo proprio che per le prossime #52weeks cercherò di essere più Hygge che mai, iniziando dalla cucina e dai piatti hygge, ma questo è un altro post, adesso è l’ora del tè con biscotti!

Preparare il pranzo in casa – foto pinterest

Torta fatta in casa con caldo caffè per pomeriggi tra amici – foto pinterest

Candele, tavole apparecchiate, colori caldi ed avvolgenti – foto pinterest

Fonti

Hygge* wikipedia

8 suggerimenti danesi della hygge per essere felici di Maria Tatsos

Foto cover credit The Prosecco Diaries

 

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