Smørrebrød and Other Stories
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Pilot Episode – Smørrebrød and other stories

Mi chiamo Dino. Oggi, quando leggerete la home dei vostri social, forse troverete un articolo sull’insolita giornata che ho avuto la settimana scorsa. Normalmente non c’è nulla nella mia vita che faccia notizia, ma giovedì scorso le cose sono cambiate. Naturalmente tutto sembrava normale all’inizio: ho preparato un’abbondante colazione per il mio compagno, il cane e i tre gatti – siamo tutti voraci la mattina. Ho sbrigato le faccende di casa togliendo la polvere dove passa il prete, ho inviato delle email per dei corsi di scrittura depennandole dalla mia lista, ho fatto la spesa e mi sono messo a prepare per pranzo dei gustosi panini. In verità, ho trascorso la giornata come trascorrevo tutte le altre: organizzavo in silenzio la routine della mia vita finché brillasse di perfezione. Per questo mi ha stupito la mia decisione di aprire un blog, prendere un bloc notes che non era mai stato usato e iniziare a scrivere di quello che vedevo dalla finestra della mia cucina mentre sgranavo pisellini freschi

Siamo arrivati di lunedì. Dopo il primo colpo d’occhio, i residenti di Østerbro sono venuti a fare gli auguri, e come si usa fare qui in queste situazioni hanno portato del cibo. E che cibo!

Østerbro è il quartiere chic di Copenaghen, è tra le zone residenziali più costose della città: è pulita, sicura e perfetta per le giovani famiglie nonché la residenza preferita dalle food blogger; signore dall’apparente vita perfetta, attente alla linea ma Tutte affamate di notizie nuove! Ed io ero una notizia fresca! 

Lynette Scavo fu la prima ad arrivare. Ha portato dei crackers di sesamo. Lynette aveva un’ottima ricetta per i crackers di sesamo che postata e ripostava sul suo blog. Certo non cucinava granché da donna in carriera, non ne aveva il tempo anche se le piaceva. Faceva piatti semplici. Ma quando il suo medico le annunciò che era incinta, di nuovo, suo marito ebbe un’idea: “Perché non lasci il lavoro? I bambini crescono meglio con la mamma in casa, è meno stressante e avrei più tempo per fare la blogger!” Ma le cose non andarono così. La sua vita era diventata talmente frenetica, che ora era costretta a prendere i suoi crakers di sesamo all’Ikea o a copiare furtivamente le ricette delle altre blogger.

Gabrielle Solis, che vive in fondo alla strada, ha portato un gustosa insalata di patate alla senape nera. Già nota come fashion food blogger in Italia, Gabrielle aveva sviluppato il gusto per i cibi ricchi, e per gli uomini ricchi. Carlos, operatore finanziario pescato a una serata di gala, le aveva chiesto di sposarlo al terzo appuntamento. Lei si era emozionata nel vedere quella lacrima sul viso di lui, ma avrebbe scoperto che accadeva ogni volta che lui concludeva un affare o affettava le cipolle! A Gabrielle i piatti piacevano molto piccanti e saporiti, ma il rapporto con suo marito era molto più insipido, come spesso le sue ricette!

Bree Van De Kamp che abita alla porta accanto ha portato la Drommekage fatta in casa. Bree era nota per la sua cucina raffinata e ricercata, per i vestiti che si cuciva da sola per presenziare agli eventi mondani del food, per l’orto che curava da sola, per i lavori da carpentiere che faceva da sola nella sua casa. Sì, Bree era nota per i suoi molteplici talenti, e tutti nel quartiere reputavano Bree moglie, madre e food blogger perfetta. Ne erano tutti convinti, eccetto la sua famiglia e le sue amiche!

Susan Mayer, che abita di fronte, ha portato il timballo di pasta. Un senso di disagio percorse la sala da pranzo quando entrò! Suo marito Karl la derideva dicendole che sapeva cucinare solo quello e che le riusciva raramente. Era troppo salato la sera in cui lei e Karl si erano trasferiti, troppo acquoso la sera in cui aveva scattato la prima foto, troppo bruciato la sera in cui Karl le aveva detto che la piantava per andare a calcetto. Era passato un anno dal divorzio. Susan cominciava a pensare che sarebbe stato bello avere un uomo accanto, anche uno che la deridesse per la sua cucina e che le gestisse i social senza troppe storie. Quel coso pasticciato non fu mangiato da nessuno, credo che Bree l’abbia cestinato sena troppe cerimonie per non rovinare l’allestimento del tavolo!

Io, da parte mia, preparai dei semplici Smørrebrød con pisellini freschi e pomodorini. Meglio conosciuti come Open Faced Sandwiches. Fatti a mano. In casa. Perchè è tutta roba genuina la mia!

È così. Sono curioso. Quando osservo il mondo dalla finestra della mia cucina, tutto mi appare chiaro. La bellezza che aspetta di essere svelata, i misteri che attendono di essere scoperti. Ma di rado le persone si fermano ad osservare, preferiscono andare dritte per la loro strada. Ed è un vero peccato, perché ci sarebbe così tanto da vedere. Ed io ne scriverò ogni sfumatura tra uno smørrebød e l’altro!

Smørrebrød and other Stories” è il mio blog senza né arte né parte dove senza logica alcuna, metto foto, ricette e pensieri!

Testo tratto dal primo episodio di Desperate Housewives e liberamente riadattato alla mia incasinata vita

9 Comments

  1. Mentre Una notte da leoni è in sottofondo su Italia1 e aspetto mr Chow, leggo il tuo post e sbavo su ogni smorrebrod che mi viene in mente.
    Che a spisellar piselli freschi, mi fa tantissimo primavera e allora prendo la menta e me ne faccio uno, di panino aperto.
    Benvenuto nel mondo dei blogger

    • Dino Del Corso says

      Rebecka ti adoro e mi sa che io e te una bella scampagnata a Copenaghen a strafogarci di smørrebrød ce la facciamo a stretto giro 😉

  2. Ciao Dino eccomi qui a farti un grande in bocca al lupo per questa nuova e bella avventura che, ne sono certa, ti darà molte soddisfazioni 😘
    Un abbraccio
    Laura

    • Dino Del Corso says

      Ciao Laura, grazie infinite. In questo blog ci sarà anche un po’ di te, anche se lontani ti seguo e mi insegni molto!

  3. Anna says

    Bravo Dino!
    Per le tue parole, il tuo racconto e il coraggio dell’inizio!
    L’ho letto tutto d’un fiato con il mio caffè bollente in mano e i bimbi che mi ronzano intorno senza distrarmi.
    Buona fortuna, spero di essere anche io online prima o poi a farti non concorrenza, ma compagnia!

    • Dino Del Corso says

      Cara Anna, grazie per il tuo sostegno, spero presto di leggerti! Come si siamo raccontati al Valdirose, dobbiamo imparare a vincere le nostre paure e lasciarci andare per divertirci! Un forte abbraccio!

  4. Grande Dino, solo tu potevi trovare un modo così originale per affacciarti in questo mondo di blogger. Il tuo racconto si fa leggere tutto d’un fiato e alla fine ti dispiace che sia finito. Bravo per il coraggio, a me ci sono voluti 10 anni per trovarlo. Voglio provare assolutamente a fare la tua torta, ha un’aria che mi ispira molto. Un abbraccio

    • Dino Del Corso says

      Cara Micaela grazie di cuore!! A un certo punto mi sono detto “lanciati e vai” 🙂 Ho ancora tanto da imparare e questo non mi dispiace, sono certo che troverò la mia strada! un forte abbraccio!!

  5. Pingback: Episode 2 – L’arte della guerra ai tempi dei food blog – Dinø Del Cørsø

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