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Estate 2019: letture, progetti e workshop!

5 cose che farò fare sotto l’ombrellone, o quasi!

Come sempre, nella mia testa girano mille rotelle tra pensieri, idee e progetti che potrei mettere in atto, smontare e proporre a chiunque mi capiti a tiro. E se non faccio la mia classica lista mettendo tutto per punti rischio solo di fare un gran coas! E il gran caos già ci sta, perchè ho il maledetto vizio di fare liste su fogli che poi girano un po’ qua e un po’ là!

1. Il metodo Bullet Journal. Tieni traccia del passato, ordina il presente, progetta il futuro

E’ già da da qualche anno che sento parlare del metodo del Bullet Journal con stupende recensioni e tanto di workshop a destra e manca, ma non conosco nessuno che lo usi; qualcuno di voi lo sta applicando? Funziona veramente?

Non sono scettico, perchè dovrei prima provarlo sul mio stile di vita, ma da quello che vedo girovagando su IG, il metodo mi pare sia preferito da chi disegna o finalizza l’uso per fare ghirigori che vere e proprie liste. Questo mio pensiero è dettato dalla mia necessità di essere il più minimal possibile.

Per questo uno dei libri che mi porterò a presso al mare è Il metodo Bullet Journal. Tieni traccia del passato, ordina il presente, progetta il futuro

“Erano gli anni Ottanta quando mi fu diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Per anni ho provato innumerevoli sistemi per organizzare il tempo, online e offline, ma nessuno di questi si adattava al funzionamento della mia mente. Spinto quindi dalla necessità, ho ideato un metodo chiamato Bullet Journal per essere sempre concentrato ed efficiente, ma soprattutto meno stressato. Non appena ho iniziato a condividere il metodo con chi si trovava nella stessa situazione, con mia grande sorpresa, il Bullet Journal è diventato virale. E oggi, solo qualche anno dopo, è un movimento globale. Il Bullet Journal è molto più che un metodo per organizzare i tuoi appunti e preparare liste di cose da fare. Riguarda quello che io chiamo “vivere consapevolmente”: liberarsi dalle distrazioni e utilizzare il tempo e le energie nel perseguire ciò che ha davvero importanza, nel lavoro e nella tua vita privata. È un formidabile aiuto per imparare a passare più tempo a fare quello che ami, riducendo drasticamente il numero delle cose di cui occuparti. Ho scritto questo libro per i creatori di liste frustrati, i multitasker sconfitti, i creativi che hanno bisogno di un po’ di organizzazione. Sia che tu abbia usato un Bullet Journal per anni o che non ne abbia mai visto uno, Il metodo Bullet Journal ti aiuterà a passare da comparsa a protagonista della tua stessa vita” Ryder Carroll


2. Riciclo, come farlo e con cosa farlo?!?

Ho iniziato a dare il mio piccolo contributo per un pianeta più pulito dando una seconda vita ai barattoli e alle bottiglie di vetro. I barattoli grandi si prestano per la idrocultura delle mie piantine e rispecchiano il mio bisogno di arredare casa in modo minimal ed essenziale. E più minimal ed essenziale del vetro … Le bottiglie dalle fattezze più classiche e rustiche mi piace usarle per il latte o per le spremute per la colazione, stanno bene a tavola con le torte e fanno tanto comfortmood. Le bottiglie più lineari e facili anche da pulire sono perfette come contenitori per il frigorifero per salse o passati di verdura. Un altro modo in cui utilizzo i barattoli è come contenitori per forchette, coltelli e cucchiai vintage che uso nei set fotografici. Prima tenevo tutto in una scatola; in questa maniera arredo e rendo più semplice la presa! Non mancano poi gli utilizzi culinari più basilari, usare soprattutto in estate le bottiglie per fare le acque aromatizzate e servirle durante i brunch!


3. La mia nuova colazione, la Bundt Cake

La bund cake è un dolce tradizionale europeo americano, nato sicuramente come “merenda” a base di farina, uova, zucchero e burro e che come capita a molti piatti tradizionali, ha incontrato il favore di chi cerca un buon dolce da consumare in compagnia. Da quando l’ho adottata come colazione, per evitare “cose” commerciali, la bundt cake è il mio comfort food dell’appena sveglio; soddisfa in pieno il mio stile di cucina: si prepara velocemente, è spesso di forma rotonda come me, si può arrichire con frutta di stagione e cereali secondo fantasia, ha la sua dose di grassi e si guarnisce con ganache, glasse o semplicemente con zucchero a velo. La Bundt Cake segue la stagionalità dei prodotti, è una colazione completa e posso consumarla sia con latte e caffè che con succhi e smoothie! Ecco dunque cosa scrivere nella mia lista estiva; chiamare Martha (Stewart) ed iscriversi a uno dei workshop sulle bundt cakes per imparare a farle bene!


4. Il Piano Editoriale di Apple Pie and Co.

Questo mio Food Project è nato così per caso, dopo tanto cercare, senza un’idea precisa di partenza e senza un obiettivo da raggiungere. Un po’ sfigatello, non credete? E come tutti i progetti senza un piano editoriale preciso, era prevedibile che di giorno in giorno, in base agli imput che ricevo rispetto a quello che faccio, cambi la mia idea sul progetto stesso! Adesso, dopo quasi 6 mesi di attività da food writer, food blogger e pie baker and historian* ho materiale sufficiente per potermi farmare, elaborare e studiare un piano editoriale degno di essere chiamato tale. Mi sono rivolto a dei professionisti per completare l’immagine del progetto, come ad esempio Roberta Sapino – Illustrations & Design Concept – che ha creato questa illustrazione per me! Non mancano editor, fotografi, studiosi e venditori di cultura, perchè non credo di potermi fermare solo a sfornare torte! (*storico delle pies come dicono negli States)


5. Styling e Fotografia

Per natura esco dagli schemi, coloro fuori dai bordi e non sto nei gruppi. Le impostazioni mi stanno strette. Per questo motivo è facile per chi mi segue sui social, leggere che frequento molti corsi di food photography e styling, girovagando l’Italia e l’Europa. Se voglio fare bene una cosa, fermarmi al primo punto di vista che mi viene insegnato per me equivale a non aver capito niente. Quando iniziai a fotografare il cibo pensai subito che lo stile dark e rustico fosse il mio. Cosa più sbagliata non poté pensarla, tanto che mi bloccai e mollai tutto. Solo frequentando nuovi corsi di styling e fotografia culinaria mi resi conto che il mio potenziale andava oltre i limiti che pesavo di avere, e che il mio stile aveva ancora tanto da capire. Sono tre anni che dedico un intero mese estivo allo studio di un nuovo stile; l’anno scorso fu quello Nordico (minimal dai colori freddi e chiari, che ad oggi mi rappresenta molto bene) L’anno prima ancora fu la Flat Lay, la fotografia dall’alto con il cellulare. Quest’anno, dopo la bellissima esperienza a Barcellona dedicata allo Still life Romantico (la foto a lato ne è la prova) punto su uno Stile Gotico ed Etnico!


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